31.03.2017

LETTONE SI O LETTONE NO? Consigli utili e approfondimenti.....

Tematiche fondamentali per aiutare i nostri bambini

Di cosa ha bisogno un bambino per affrontare serenamente il percorso attraverso il quale raggiungerà l'indipendenza? Facciamo alcuni esempi riguardanti un tema molto ricorrente come quello del letto matrimoniale.

È normale per i genitori preoccuparsi del futuro dei propri figli ed è altrettanto normale porsi degli interrogativi sul come fare per dare ai bambini tutti gli strumenti necessari affinché questi intraprendano un percorso evolutivo che li porti a diventare quelli che in gergo psicologico vengono definiti dei soggetti desideranti; ovvero soggetti capaci di stare al mondo in relazione con gli altri e in grado di sopportare le varie frustrazioni che la vita da adulti pone di fronte quotidianamente.

Per raggiungere insieme tali obiettivi è importante che i gentori diano ai bambini, sin da quando sono piccoli, le giuste regole ed instaurino con essi un rapporto nel quale esistono sì dei limiti, ma dove questi ultimi vengono sempre supportati da una rassicurazione dal punto di vista emotivo. Di seguito analizziamo come detto prima la questione del letto matrimoniale sia dal lato infantile sia da quello genitoriale.

Alcuni studiosi ritengono che non sia opportuno permettere al bambino di dormire nel letto matrimoniale; questo perché ad un certo punto la mamma dovrebbe cominciare ad abbandonare quello che viene definito il ruolo divorante (nel senso che tende a tenere il figlio tutto per se) e permettere al papà di farsi spazio nella diade mamma-bambino. La funzione del padre in questa fase è infatti quella di agevolare la separazione tra madre e figlio riportando gradualmente la donna a ricoprire anche il ruolo di moglie e tener conto che il figlio non è un prolungamento di se stessi. Nel frattempo, va spiegato al bambino che il letto matrimoniale è il letto di mamma e papà, un luogo dove lui, in quanto bambino, non c'entra nulla. Senza questo processo egli rimarrà un prolungamento della mamma e non potrà accedere serenamente al suo percorso di soggettivazione.

A questo punto verrà naturale chiedersi: cosa bisogna fare per risolvere la spinosa questione del letto matrimoniale? Cosa fare prima di andare a letto? Come devo comportarmi nel tempo che precede la nanna? Ebbene, mettere a letto il proprio figlio è un momento cruciale della giornata di un genitore; un consiglio semplicissimo, ma utile che si può dare, è di non giocare con il bambino fino ad un momento prima di andare a dormire, questo perché metteremmo a letto un individuo nel pieno dell'agitazione, rischiando di dover passare molto più tempo del necessario insieme a lui nel tentativo di fargli prendere sonno. Fermiamoci mezz'oretta prima, sediamoci sul divano insieme a lui, magari accompagnati da una musica rilassante, facciamoci un po' di coccole e poi accompagnamolo a letto. Ricordatevi sempre che sono gli adulti a dover dettare i tempi, i nostri figli si adatteranno sempre all'ambiente che li circonda.

E se mi vengono i sensi di colpa perché il bambino piange oppure ho paura di perdere l'amore di mio figlio se lo tolgo dal lettone contro la sua volontà? Se gli creo una frustrazione derivante da un “NO”? Può capitare talvolta che il bambino molto piccolo venga messo nel lettone e col passare del tempo, quando arriva l'ora di spostarlo nel suo letto o nella sua cameretta, mamma e papà vengano bloccati dai sensi di colpa perché immaginano di privare il bambino di un suo piacere o di un'abitudine che lo mette a proprio agio. Sicuramente è una fase delicata che richiede pazienza e che passa attraverso tante rassicurazioni da dare al bambino, ma fargli accettare il fatto di dormire nel proprio letto è a tutti gli effetti uno spassionato atto d'amore per la sua crescita, in quanto gli consente di fare un altro importantissimo passo verso l'indipendenza. Queste regole o “NO” che vengono passati ai nostri figli sono fondamentali, gli serviranno per diventare più forti e imparare ad affrontare, sopportare e gestire tutte le piccole fatiche e frustrazioni che si troveranno davanti nella propria vita. Attenzione però, la regola non è un catechismo, quindi questa “legge” non deve essere solo severa e non contrattabile, ma deve anche avere le caratteristiche di un “dono”; si deve cercare di spiegare al bambino che così facendo, mamma e papà gli stanno dando la possibilità di diventare grande.

Come fatto nei precedenti articoli abbiamo tracciato, con la speranza che possano esservi utili, delle semplici linee guida senza conoscere i casi specifici, ma cercando di fornirvi un aiuto per agevolarvi nell'affrontare delle situazioni quotidiane che fanno parte della vita di ogni nucleo familiare.